Legge di Gay- Lussac: Legge dei rapporti multipli in volume

Dalton riuscì a dare delle risposte molto importanti, ma ancora rimanevano delle domande, che ancora restavano irrisolte. Come ad esempio il volume di composti che entravano in relazione.

Insomma, era vero, come affermava Dalton, che gli atomi formavano composti detti anche “atomi diversi” tra elementi differenti e quindi, secondo la sua Teoria, era impossibile che due atomi della stessa natura potessero unirsi fra di loro. L’esempio più famoso è che per Dalton la molecola d’acqua aveva questa composizione:HO. Dando così un responso sbagliato e cioè, l’ossigeno aveva peso atomico 8. Come bene si sa oggi, il peso atomico dell’ossigeno è di 15,997 orrotondato a 16.

Questa lacuna, lasciata da Dalton, fu ripresa in esame da Gay- Lussac (1778- 1850), che grazie agli studi svoltisi sui rapporti ponderali tra volumi in stato gassoso,  formulò una Legge molto importante, per la prosecuzione di questo genere di dissertazione scientifica. Gay- Lussac, misurò in condizioni di temperatura e pressione costante i volumi dei gas dei reagenti presi in considerazione e formulò questa legge: nelle reazioni tra sostanze gassose i volumi dei reagenti e dei prodotti, misurati nelle stesse condizioni di pressione e di temperatura, stanno tra di loro in rapporti di numeri interi e semplici. Questa legge si chiama: Legge dei rapporti multipli in volume o anche legge di Gay- Lussac.

Il primo oppositore a questa legge fu proprio Dalton, anche se questa legge poteva confermare la sua Teoria.

Lorenza Taiti

Proust: Legge delle Proporzioni Definite

Dopo aver spiegato le sostanze Berthollidi. Credo necessario lo spiegare la Legge delle proporzioni definite di Proust.

Afferma: che un composto sia caratterizzato dall’avere rapporti ponderali definiti e costanti tra gli elementi componenti di un composto.

Proust visse dal 1754 al 1826. Si occupò anche dello studio delle reazioni, ora spiegherò  cosa voleva affermare quando espose questa legge. In un prodotto di 100g di ossido di rame nel quale, immettiamo nella reazione circa 78g di Cu e 22g di O si ottiene che se aumentiamo il quantitativo di una sola delle due sostanze che si trovano nella reazione non cambia il risultato.

Quindi, con ciò voglio affermare che se hai 22g di ossigeno immessi ne aggiungiamo altri 5g si ottiene il risultato che quelli immessi successivamente sono considerati in eccesso e quindi, non entrano nella reazione. In conclusione si può affermare numericamente ciò: 78g di Cu+ 22g di O= 100g di CuO che hanno reagito producendo il prodotto, mentre i 5g successivi sono in eccesso.

Lorenza Taiti

Utilizzo del Carbonio: le tecniche. II Parte

Elencheremo alcune delle tecniche usate in laboratorio per lavorare il carbonio e anche per riuscire a progettare, modellare nuovi materiali di utilizzo come ad esempio “Le fibre di diamante”. Infatti, questo nuovo tipo di materiale è stato brevettato presso i laboratori sopra citati, da parte della Dottoressa Susanna Piccirillo,Vito Sessa, M. Rossi e la Professoressa M.L.Terranova. Stanno cercando anche di espandere e ricevere così il brevetto internazionale.

Alcune delle tecniche utilizzate sono: il C.V.D. che è la Deposizione Chimica da Fase di Vapore, che può essere indotta da un filamento caldo. Definita anche H. F. Questa deposizione chimica può essere indotta anche da microonde.

Esiste anche il metodo dello Spraying di polveri o fotoablazione, che sono dei trattamenti superficiali con dei laser pulsanti. In seguito, si ottengono delle deposizioni di film per sublimazione sotto vuoto. Da ciò, si può iniziare a spiegare, che la ricerca in questo campo sta studiando anche l’utilizzo di una nuova serie di materiali, mai utilizzati in precedenza, e sono Film nanocomposti a base di diamante, che sono la dispersioni di metalli, semiconduttori e ceramici che possiedono la matrice di diamanti, per riuscire ad ottenere questo risultato, i laboratori hanno progettato una forma di tecnica ibrida di C.V.D. (spraying di polveri), che permette di generare un’amplia serie di nanocomposti che sono o strati sottili di film oppure sono dei coating su substrati che possono essere: metalli e semiconduttori. Per ottenere ciò si prosegue attraverso le tecnologie richieste per le tecnologie e le nanotecnologie standard.

Lorenza Taiti

Utilizzazione e nuove scoperte del carbonio nella scienza

 Presso l’Università Tor Vergata si stanno svolgendo delle ricerche in ambito dei materiali e dei nanosistemi, sotto la guida della Professoressa Maria Letizia Terranova Persichelli. Queste ricerche trattano della sintesi e della progettazione di nanomateriali a base di carbonio con metodologie all’avanguardia in ambiente termodinamico in condizione di non-equilibrio.

Queste particolari condizione cinetiche di non stabilità che si vengono a costituire lungo il verificarsi di questi processi permette di far verificare il fenomeno di bloccare atomi di carbonio in configurazioni strutturali metastabili.

Questa metodologia fa sì che si possa riuscire a ricavare tanti materiali con differenti strutture chimico-fisiche e con funzionalità molto differenti.  Ciò ha permesso di poter progettare diversi  materiali nanostrutturati in base di carbonio con diverse importanti caratteristiche che li differenzia e tra questi sono: le proprietà chimiche che sono l’elevata inerzia e biocompatibilità, poi si riscontrano anche le proprietà meccanche che sono i film duri o autolubrificanti, importantissimi in questi materiali nanostrutturate anche le proprietà elettroniche che riguardano emissione di campo e la fotoemissione, ma da non dimenticare neanche le proprietà ottiche  trasparenza in larghe zone spettrali e la fotoluminescenza, importanti anche le proprietà elettriche della resistività modulabile e per terminare l’elenco non possiamo non citare la   prefigurazione della sintesi di coatings  che serve anche per le richieste di applicazioni per la  tecnologia avanzata.

Questo progetto viene portato avanti da un’equipe di ricercatori esperti in questo ramo, in quanto già da molti anni stanno procedendo verso questa branca del sapere.

Nel prossimo post racconterò il continuo di questa ricerca.

Lorenza Taiti

Il superacceleratore è guasto, si fermerà per due mesi

L’Acelleratore più grande del mondo sta avendo un guasto causato , secondo il Vice Prisidente dell’I.N.F.N. che ha affermato che è un guasto che è stato causato da l mal funzionamento di due magneti. Ma tutti i ricercatori che stanno partecipendo a questo progetto hanno affermato che tra due mesi è di già in grado di riprendere la sua attività, ma l’inizio di questo progetto è stato rinviato all’inizio della prossima primavera.

Ma perché il bisogno della costruzione di questo mastodontico macchinario? Tutti i ricercatori vorrebbero cercare di capire i primi istanti dell’universo; infatti l LHC può far raggiungere un’energia  pari a 14 tev, ciò sarà prodotto dallo scontro di particelle. Questo è un’acceleratore di protoni e serve anche per scoprire se i “bosoni di Heggs” esistono davvero visto che sono le particelle più piccole all’interno dei protoni, ma per ora sono solo delle ipotesi che si cercano di costatare. La materia che studia questa parte del sapere fisico si chiama Meccanica Quantistica.

Il 10 settembre ha avuto inizio questa  esperienza scientifica del più grande acceleratore di particelle esistente al mondo. Ha una circonferenza che misura addirittura 27Km. Ricordo che la vigilia del funzionamento del LHC si sono letti artioli davvero “simpatici”. Sembrava che la fine del pianeta era arrivato, e invece sono passati 21 giorni e tutti siamo ancora vivi e vegeti!!!!

Ricordiamo che il primo acceleratore di particelle costruito si trova in Italia all’interno dell’Istituto dell’I.N.F.M. di Frascati il famoso Sincrotone.

Lorenza Taiti